sabato 31 maggio 2008

James Taylor - You've Got A Friend '71

Un po' di James per il lungo weekend agli amici del blog...

venerdì 30 maggio 2008

Ti leggo nel pensiero

Vedo che il "testamento spirituale" del cardinal Martini sta suscitando qualche reazione, e non posso che rallegrarmene. Devo dire che nel postarlo immaginavo che sarebbe arrivato anche un commento dal paese dei Murales e anche di questo mi rallegro, e perciò sono disposto a perdonare riferimenti ironici a mie presunte amicizie...

A parte gli scherzi, leggendo gli articoli della rivista online "Tempi" non posso che constatare una distanza enorme fra le diverse sensibilità in seno alla madre Chiesa (lo scrivo maiuscolo, così faccio tutti contenti). Mi chiedo se non sia necessario avviare un dialogo ecumenico anche intra nos...!
Scherzo. Però mi è venuto in mente che quando come Fuci organizzammo all'Università una serie di incontri sulla Bibbia, con teologi di fama internazionale, i nostri colleghi-"cugini" non solo non ci diedero una mano, ma arrivarono perfino a strapparci i manifesti! Dovemmo chiedere aiuto al Collettivo di sinistra. Questo mi richiama, per associazione di idee, il fatto avvenuto nei giorni scorsi alla Sapienza: proprio un presunto strappo di manifesti e la proibizione di un convegno all'Università, hanno generato una rissa tra studenti di destra e di sinistra. Qualcosa di simile è accaduto a Palermo nei giorni delle elezioni. Si sente di nuovo parlare di squadracce fasciste, cattivi maestri, sinistra extraparlamentare... Siccome di cognome faccio Moretti, penso che le parole siano importanti. Anzi, certe parole sono pericolose, perché da parole violente nascono azioni violente. E in Italia dopo il '68 c'è stato il '78, non dimentichiamocelo! Sicuramente esagero, ma non vedo un bel clima...

Sono andato al cinema a vedere Indiana Jones e il Regno del Teschio di cristallo. Dico subito che il film non mi è piaciuto. Tutto già visto. Ho l'impressione che il personaggio sia ormai alla fine della sua parabola cinematografica e abbia già detto tutto. In realtà di cose nuove da dire ce n'erano, la leggenda dei teschi di cristallo è affascinante e perfetta per Indiana Jones. Sto leggendo il libro a cui il film si è ispirato: Il mistero del Teschi di cristallo, di Chris Morton e Ceri Louise Thomas, edito da Bur. In breve, nella tradizione maya, questi teschi custodirebbro informazioni sull'origine dell'uomo, sul suo destino ecc. C'è un capitolo interessante in cui si racconta l'analisi scientifica compiuta dai laboratori della Hewlett-Packard su uno di questi teschi, rinvenuto (pare) in degli cavi archeologici degli anni venti. Un unico pezzo di cristallo assolutamente naturale e privo di segni di lavorazione con strumenti moderni. Secondo gli esperti, senza trapani con punte di diamante la fattura del teschio avrebbe richiesto almeno 150 anni! Ora, che questa storia puzzi di fregatura, tipo le teste di Modigliani trovate a Livorno anni fa, mi pare evidente. La cosa interessante però è che, come scritto nel libro, la lavorazione dei cristalli è alla base della odierna tecnologia dei computer. Effettivamente il cristallo ha la capacità di immagazzinare informazioni e per questo viene usato nei chip dei computer. Perciò quando alcuni pseudo esperti consultati dagli autori del libro affermano che quei pezzi di cristallo naturale che sono i teschi possono teoricamente recepire onde magnetiche del nostro cervello e immagazzinarle, e semmai si tratta di capire come decodificarle ed "estrarle", da un lato mi sembrano elucubrazioni farneticanti, dall'altro mi affascinano. Sembra tutta fantascienza, ma non lo sembra anche, notizia di ieri, la scimmia che col pensiero guida un braccio bionico? O il computer che "legge" il pensiero (notizia di oggi:http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/cervello-artificiale/leggere-pensieri/leggere-pensieri.html; http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Un_computer_che_sa_che_cosa_pensi/1330947)?
(chissà cosa ne pensa il primatologo di famiglia...)

Insomma, la comunicazione senza parole non è poi una cosa così astrusa. Non siamo nella civiltà dell'immagine? L'arte del Novecento non ha rinunciato alla figurazione per l'astrattismo? Non ha messo in opera il pensiero o i meccanismi del pensiero? Domenica scorsa ho visto la mostra di Mirò a Ferrara. Di lui Argan ha scritto che la motivazione della sua pittura «non è una causa a cui corrisponde logicamente un effetto, è un impulso che si trasmette e perdura nel gesto che forma l'immagine. [...] come una corrente elettrica che rende incandescente il circuito che percorre.» Una pittura sinaptica, mi verrebbe da dire. Come lo è, credo, tutta l'arte informale (ma chi è esperto mi corregga pure se sbaglio). Si pensi, per esempio, ai dripping di Pollock: non sono la rappresentazione del pensiero in azione?


Tornando a bomba e concludendo: in principio era il Verbo, e lo è stato anche dopo, con la Buona Novella. Ma dopo la Pentecoste, quel racconto in Terza Persona è ancora fatto di parole o non è forse vero che agisce più in profondità, alle origini della Parola? Prima ancora della coscienza?


giovedì 29 maggio 2008

SORPRESA!!!


Ho deciso di dare una nuova veste al blog, dopo che mi avete bocciato il verde Padania. Non mi dite che non vi piace neanche questo! A me sembra più elegante...

martedì 27 maggio 2008

Il testamento del cardinale

La settimana scorsa ho letto su Repubblica questo articolo di Marco Politi sul "testamento spirituale" del Cardinal Martini. L'ho trovato molto bello, a tratti commovente. Mi ha fatto e mi fa riflettere molto. Confesso di essermi chiesto cosa sarebbe successo alla Chiesa se fosse diventato lui papa...
Da vescovo ha spesso chiesto a Dio: «Perché non ci dai idee migliori? Perché non ci rendi più forti nell' amore e più coraggiosi nell' affrontare i problemi attuali? Perché abbiamo così pochi preti?». Oggi, entrato in uno stato d'animo crepuscolare, confida di domandare a Dio di non essere lasciato solo. Nell'ultima stagione della sua vita Carlo Maria Martini si confessa ad un confratello austriaco e ne nascono i "Colloqui notturni a Gerusalemme", appena editi da Herder in Germania, che rappresentano il suo testamento spirituale. Confessa di essere stato anche in conflitto con Dio, elogia Martin Lutero, esorta la Chiesa al coraggio di riformarsi, a non allontanarsi dal Concilio e a non temere di confrontarsi con i giovani. Un vescovo, rammenta, deve saper anche osare, come quando lui andò in carcere a parlare con militanti delle Brigate Rosse «e li ascoltai e pregai per loro e battezzai pure una coppia di gemelli di genitori terroristi, nata durante un processo». Con padre Georg Sporschill, gesuita anche lui, l'ex arcivescovo di Milano è di una sincerità totale. Sì, ammette, «ho avuto delle difficoltà con Dio». Non riusciva a capire perché avesse fatto patire suo Figlio in croce. «Persino da vescovo qualche volta non potevo guardare un crocifisso perché l'interrogativo mi tormentava». E neanche la morte riusciva ad accettare. Dio non avrebbe potuto risparmiarla agli uomini dopo quella di Cristo? Poi ha capito. «Senza la morte non potremmo darci totalmente a Dio. Ci terremmo aperte delle uscite di sicurezza». E invece no. Bisogna affidare la propria speranza a Dio e credergli. «Io spero di poter pronunciare nella morte questo SI' a Dio». Però, se potesse parlare con Gesù, Carlo Maria Martini gli chiederebbe «se mi ama nonostante le mie debolezze e i miei errori e se mi viene a prendere nella morte, se mi accoglierà». I discorsi di Gerusalemme sono come un lungo simposio notturno, senza bevande, alimentati soltanto dallo scorrere dei ragionamenti, rassicurati dalle ombre calde di una sera che si prolunga fino all'alba. C'è stato un tempo - racconta - in cui "ho sognato una Chiesa nella povertà e nell'umiltà, che non dipende dalle potenze di questo mondo. Una Chiesa che concede spazio alle gente che pensa più in là. Una Chiesa che dà coraggio, specialmente a chi si sente piccolo o peccatore. Una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa". Eppure a ottantun anni il cardinale, grande biblista, non rinuncia a suggerire alla Chiesa di avere coraggio e di osare riforme. È essenziale avere la capacità di andare incontro al futuro. Il celibato, spiega, deve essere una vera vocazione. Forse non tutti hanno il carisma. Affidare ad un parroco sempre più parrocchie o importare preti dall'estero non è una soluzione. "La Chiesa dovrà farsi venire qualche idea. La possibilità di ordinare viri probati (cioè uomini sposati di provata fede, ndr) va discussa". Persino il sacerdozio femminile non lo spaventa. Ricorda che il Nuovo Testamento conosce le diaconesse. Ammette che il mondo ortodosso è contrario. Ma racconta anche di un suo incontro con il primate anglicano Carey, al tempo in cui la Chiesa anglicana era in tensione per le prime ordinazioni di donne - sacerdote (avversate dal Vaticano). "Gli dissi per fargli coraggio che questa audacia poteva aiutare anche noi a valorizzare di più le donne e a capire come andare avanti". Sul sesso il cardinale invita i giovani a non sprecare rapporti ed emozioni, imparando a conservare il meglio per l'unione matrimoniale, ma non ha difficoltà a rompere tabù, cristallizzatisi con Paolo VI, Wojtyla e di Ratzinger. "Purtroppo l'enciclica Humanae Vitae ha provocato anche sviluppi negativi. Paolo VI sottrasse consapevolmente il tema ai padri conciliari". Volle assumersi personalmente la responsabilità di decidere sugli anticoncezionali. "Questa solitudine decisionale a lungo termine non è stata una premessa positiva per trattare i temi della sessualità e della famiglia". A quarant'anni dall'enciclica, dice Martini, si potrebbe dare un "nuovo sguardo" alla materia. Perché la Bibbia, ricorda, è molto sobria nelle questioni sessuali. Assai netta è soltanto nel condannare chi irrompe, distruggendo, in un matrimonio altrui. Chi dirige la Chiesa, sottolinea, oggi può "indicare una via migliore dell'Humanae Vitae". Il Papa potrebbe scrivere una nuova enciclica. E l'omosessualità? Il porporato ricorda le dure parole della Bibbia, ma rammenta anche le pratiche sessuali degradanti dell'antichità. Poi aggiunge delicatamente: "Tra i miei conoscenti ci sono coppie omosessuali, uomini molto stimati e sociali. Non mi è stato mai domandato né mi sarebbe venuto in mente di condannarli". Troppe volte, soggiunge, la Chiesa si è mostrata insensibile, specie verso i giovani in questa condizione. C'è un filo rosso che lega i suoi ragionamenti nella quiete di Gerusalemme. I credenti non hanno bisogno di chi instilli loro una cattiva coscienza, hanno bisogno di essere aiutati ad avere una "coscienza sensibile". E vanno stimolati continuamente a pensare, a riflettere. "Dio non è cattolico", era solita esclamare Madre Teresa. "Non puoi rendere cattolico Dio", scandisce Martini. Certamente gli uomini hanno bisogno di regole e confini, ma Dio è al di là delle frontiere che vengono erette. "Ci servono nella vita, ma non dobbiamo confonderle con Dio, il cui cuore è sempre più largo". Dio non si lascia addomesticare. Se questa è la prospettiva ci si può rivolgere con spirito più aperto al non credente o al seguace di un'altra religione. Con chi non crede ci si può confrontare sui fondamenti etici, che lo animano. Ed è bello camminare insieme a chi ha una fede diversa. "Lasciati invitare ad una preghiera con lui - suggerisce con mitezza Martini - portalo una volta ad un tuo rito. Ciò non ti allontanerà dal cristianesimo, approfondirà al contrario il tuo essere cristiano. Non avere paura dell'estraneo". Per il cardinale la grande sfida geopolitica contemporanea è lo scontro delle civiltà. Conoscono davvero i cristiani il pensiero e i pensieri dei musulmani - si chiede Martini - e come fare per capirsi? Tre sono le indicazioni. Abbattere i pregiudizi e l'immagine del nemico, perché i terroristi non possono davvero fondarsi sul Corano. Studiare le differenze. Infine avvicinarsi nella pratica della giustizia, perché l'Islam in ultima istanza è una religione figlia del cristianesimo così come il cristianesimo è figliato dal giudaismo. La regola aurea del cristiano - Martini lo ribadisce in questo suo scritto che assomiglia tanto ad un testamento spirituale - è "Ama il tuo prossimo come te stesso". Anzi, spiega con la precisione dello studioso della Bibbia, Gesù dice di più: "Ama il tuo prossimo perché è come te". Da lì sorge l'imperativo a praticare giustizia. È terribile, insiste Martini, invocare magari Dio nella costituzione europea, e poi non essere coerenti nella giustizia. E qui il cardinale di Santa Romana Chiesa tira fuori il Corano e legge la splendida sura seconda. Non si è giusti, se ci si inchina per pregare a oriente o a occidente. Giusto è colui che crede in Allah e nell'Ultimo Giudizio. Giusto è colui che "pieno di amore dona i suoi averi ai parenti, agli orfani, ai poveri e ai pellegrini". Chi fa l'elemosina e riscatta gli incarcerati. "Costui è giusto e veramente timorato di Dio". Poi torna riflettere sull'Al di là. C'è l'Inferno? Sì. "Eppure ho la speranza che Dio alla fine salvi tutti". E se esistono persone come un Hitler o un assassino che abusa di bambini, allora forse l'immagine del Purgatorio è un segno per dire: "Anche se tu hai prodotto tanto inferno (sulla terra) forse dopo la morte esiste ancora un luogo dove puoi essere guarito". Non finirebbero mai i discorsi notturni di Gerusalemme. Lo si capisce dall'andamento quieto delle domande e delle risposte. Come onde che si susseguono. Martini nel frattempo è rientrato in Lombardia, fiaccato dal Parkinson. A chi lo ascolta, lascia questo segnale: "Possiamo anche lottare con Dio come Giacobbe, dubitare e dibatterci come Giobbe, rattristarci come Gesù e le sue amiche Marta e Maria. Anche questi sono sentieri che portano a Dio".

sabato 24 maggio 2008

Rileggendo Luzi...

... mi imbatto in una delle sue poesie giovanili che tanto mi piacque la prima volta che la lessi:



Copia da Ronsard

Per la morte di Maria

Come quando di maggio sopra il ramo la rosa

nella sua bella età, nel suo primo splendore

ingelosisce i cieli del suo vivo colore

se l'alba nei suoi pianti con l'oriente la sposa,


nei suoi petali grazia ed Amor si riposa

cospargendo i giardini e gli alberi d'odore;

ma affranta dalla pioggia o da eccessivo ardore

languendo si ripiega, foglia a foglia corrosa.


Così nella tua prima giovanile freschezza,

terra e cielo esultando di quella tua bellezza,

la Parca ti recise, cenere ti depose.


Fa' che queste mie lacrime, questo pianto ti onori,

questo vaso di latte, questa cesta di fiori;

e il tuo corpo non sia, vivo o morto, che rose.


P.S. Luzi la scrisse a ventun anni...

ISOLAS 2

giovedì 22 maggio 2008

oh, finalmente!


Con le minacce si ottiene tutto! I video sono tornati, come per magia. Speriamo che duri!

mercoledì 21 maggio 2008

uffa!

Anche questo blogspot sta cominciando a darmi sui nervi. I video non me li fa più mettere. E anche quelli da youtube me li fa mettere ma se provo a modificare il post me li cancella. Ora mi sto rompendo. Finisce che se questi signori di blogspot non sistemano le cose abbandono anche questo blog e ne apro uno su Myspace. Chissà che sia la volta buona!

3 cosette random

1) Leggo su Repubblica di ieri la buona accoglienza a Cannes del film di Garrone, Gomorra. Sono contento. Mi stupisce però che i giornalisti americani lo abbiano definito angosciante e spaventoso, il ritratto di un'Italia che fa paura. La corrispondente dell'Hollywood Reporter ha detto che non sa se il pubblico americano riuscirà a sopportare l'angoscia. Guarda un po' come cambia la percezione delle cose a seconda della latitudine! Sarò campanilista, ma si vede che gli americani non si angosciano per quelle due o tre stragette che ogni tanto un ragazzino strafatto compie armi in pugno nel proprio liceo o nei campus universitari. A me sembrava che la società violenta fosse la loro!


2) Ho visto in libreria il nuovo libro di Brizzi, quello di Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Nella quarta di copertina ho letto: cosa sarebbe successo in Italia se avesse vinto il Fascismo. Nel 2004 è uscito per Einaudi Il complotto contro l'America, in cui s'immagina cosa sarebbe successo se negli Stati Uniti avesse vinto le elezioni l'isolazionista Lindbergh, pronto ad allearsi con Hitler. Ora, va bene che Philip Roth è probabilmente il più grande scrittore vivente, ma perché i nostri giovani autori non trovano una soluzione più originale che quella di copiarlo? Già il libro di Piperno, Con le peggiori intenzioni (titolo emblematico), dopo due righe faceva capire i pesanti prestiti dalla prosa del più illustre collega americano. Ragazzi, un po' di originalità! Fra l'altro, c'erano almeno tre libri che avrei comprato subito: quello di Guccini, Icaro; quello di Don De Lillo sull'11 settembre; e un altro che non mi ricordo neanche più...poi ho fatto il calcolo: 7 euro e cinquanta + 17 euro e cinquanta + 22 euro e passa...quanto fa? Boh...ho guardato nel portafoglio, avevo 10 euro. Non ho comprato niente. Poi dice che gli italiani non leggono...!
3) A scuola è tempo di bilanci. L'altro giorno, colloquio generale. Io dietro il banchetto e 20-30 genitori che mi venivano a parlare, uno dietro l'altro, senza soluzione di continuità. Mi sentivo come Francesco Nuti in Caruso Paskoski, non so se avete presente la scena in cui fa lo psicanalista... La più bella è stata quando a un genitore ho detto che il figlio sarebbe bravo ma non studia niente e lui, mentre parlavo, mi guardava fisso con gli occhi azzurri a palla, fuori dalle orbite, e mi diceva: E l'è l'anno! All'inizio non capivo e continuavo a dire che il figlio sembrava svogliato, quasi non gli importasse niente di quello che si faceva in classe. E lui continuava: L'è l'anno, l'è l'anno... Alla fine mi sono interrotto, interdetto. Allora il genitore in questione sviluppava il suo pensiero: L'è l'anno: il '94. Sono tutti così quelli di quella leva, il '94! Tutti svogliati, che sembra che non gliene importi nulla! Io sce n'ho un altro, del Dumila, ma è già diverso. Quelli del '94 non fanno nulla...eh, nun sc'è verso!

JAM SESSION CLUSTER E GIUSY-X FACTOR